Se hai un liquido latteoso che esce dai capezzoli senza essere incinta o allattante, non sei sola. Circa 1 donna su 4 sperimenta questo fenomeno almeno una volta nella vita. Si chiama galattorrea, e non è una malattia in sé, ma un segnale che qualcosa nel tuo sistema ormonale non funziona come dovrebbe. Spesso, la colpa è di livelli troppo alti di prolattina, l’ormone che normalmente stimola la produzione di latte durante la gravidanza. Quando questa sostanza si impenna per motivi sconosciuti o per un tumore benigno alla ghiandola pituitaria, può causare non solo il deflusso latteo, ma anche assenza delle mestruazioni e difficoltà a rimanere incinta.
Cos’è la galattorrea e perché succede?
La galattorrea si manifesta con un secreto bianco, simile al latte, che esce dai capezzoli senza stimolazione. Nell’80% dei casi, è bilaterale, ma può anche riguardare un solo seno. A differenza del sangue o di un liquido giallastro, che possono essere segnali di cancro, questo tipo di secrezione è quasi sempre innocua - ma non va ignorata. La causa più comune è l’iperprolattinemia, ovvero livelli di prolattina superiori a 25 ng/mL. In una donna non incinta, i valori normali vanno da 2,8 a 29,2 ng/mL: superare quel limite significa che il corpo sta inviando segnali sbagliati.
Ma perché la prolattina si alza? Può essere per un piccolo tumore (chiamato prolattinoma), per farmaci come alcuni antidepressivi, per ipotiroidismo, per insufficienza renale, o addirittura per lo stress o un prelievo del sangue mal fatto. Ecco perché non basta un solo esame: serve un percorso. Il 35% dei casi non ha una causa identificabile - si chiamano idiopatici - eppure, in un terzo di questi, il problema scompare da solo entro un anno senza trattamento.
Galattorrea e infertilità: il legame nascosto
Quando la prolattina è troppo alta, blocca la produzione di ormoni che regolano l’ovulazione: l’FSH e il LH. Risultato? Le mestruazioni si interrompono (amenorrea) o diventano irregolari. Senza ovulazione, non c’è gravidanza. Secondo studi clinici, l’80-90% delle donne con iperprolattinemia e assenza di mestruazioni riprendono a ovulare dopo il trattamento con farmaci che abbassano la prolattina. Non è un caso che molti centri di fertilità trattino la galattorrea come una delle cause più comuni di infertilità non spiegata.
Una paziente su Reddit ha scritto: "Dopo 18 mesi senza mestruazioni, ho iniziato la cabergolina. Tre mesi dopo, il liquido è scomparso. Cinque mesi dopo, sono rimasta incinta senza fecondazione in vitro." Questo non è un caso isolato. La normalizzazione della prolattina riattiva il ciclo riproduttivo più spesso di quanto si pensi.
Diagnosi: cosa ti aspetta dal medico
Non basta vedere il liquido per sapere cosa fare. Il medico ti chiederà:
- Quali farmaci assumi? (antidepressivi, antipsicotici, antiacidi, estrogeni)
- Hai cambiato recentemente terapia? (es. da sertralina a bupropione)
- Quando è iniziato? È continuo o solo dopo la stimolazione?
- Hai altri sintomi? Mal di testa, visione offuscata, calo del desiderio?
Poi arriva l’esame del sangue: prolattina, TSH (per escludere ipotiroidismo) e funzionalità renale. Se la prolattina è sopra i 100 ng/mL, si fa una risonanza magnetica del cervello per controllare la ghiandola pituitaria. Un tumore benigno di meno di 10 mm (microprolattinoma) è la causa più frequente. Ma attenzione: lo stress, un pasto pesante o anche una sessione di allenamento intensa possono far salire la prolattina di 10-20 ng/mL. Per questo, se il valore è borderline, si ripete il test con più attenzione.
Trattamenti: cabergolina vs bromocriptina
Il trattamento standard è una classe di farmaci chiamati agonisti della dopamina. Due sono i principali: cabergolina e bromocriptina.
Cabergolina (Dostinex) è diventata la scelta numero uno. Perché? Basta prenderla due volte a settimana, a dosi basse (0,25-1 mg). I risultati sono rapidi: l’83% delle pazienti torna a livelli normali di prolattina entro 3 mesi. Il liquido scompare in poche settimane, e l’ovulazione riprende. Inoltre, gli effetti collaterali sono più leggeri: solo il 10-15% delle pazienti lamenta nausea, rispetto al 25-30% con la bromocriptina.
La bromocriptina, invece, va assunta ogni giorno, a dosi più alte (1,25-2,5 mg). Funziona bene, ma molti la abbandonano per la nausea, le vertigini o i capogiri. Una paziente ha scritto: "Mi toccava prenderla a letto, e ancora vomitavo due volte a settimana per un mese intero." Il costo è basso (50-100 euro al mese), ma la qualità della vita è spesso più bassa.
Da gennaio 2025, è arrivata una novità: una versione a rilascio prolungato di cabergolina, da prendere una volta a settimana. I primi dati mostrano un’efficacia del 89% dopo 6 mesi. È un passo avanti importante per chi fatica a ricordare le compresse.
Quando il trattamento non funziona
Non tutti rispondono bene. Se la galattorrea è causata da un farmaco (es. un antidepressivo), basta cambiarlo. Alcune pazienti hanno smesso la sertralina e hanno visto scomparire il liquido in due settimane. Se la causa è un ipotiroidismo, curarlo con la levotiroxina risolve tutto. Ma se c’è un tumore grande (macroprolattinoma >10 mm) che preme sul nervo ottico, la medicina da sola non basta. Serve la chirurgia o la radioterapia.
Attenzione: se il liquido è rosso, marrone o sangue misto, non è galattorrea. È un segnale d’allarme. Solo il 5% dei casi di galattorrea ha questo aspetto, ma il 60% dei casi di cancro al seno lo presenta. In questi casi, serve subito un’ecografia o una mammografia.
Prospettive future: la medicina personalizzata
La ricerca non si ferma. Novartis sta testando un nuovo farmaco che blocca direttamente i recettori della prolattina - non agisce sulla dopamina, ma sul target finale. I risultati attesi per il terzo trimestre del 2026 potrebbero offrire un’alternativa per chi non tollera gli agonisti della dopamina.
Inoltre, studi recenti stanno esaminando variazioni genetiche nei recettori della dopamina. Alcune donne metabolizzano meglio la cabergolina, altre no. Entro il 2027, potremmo fare un test genetico per scegliere il farmaco giusto, senza dover provare e sbagliare.
Intanto, i centri specialistici stanno integrando endocrinologi e ginecologi in un unico percorso. A Mayo Clinic, il tempo medio per arrivare a una diagnosi è passato da 8,2 a 3,5 settimane. Meno attese, meno ansia, più risultati.
Cosa puoi fare ora
Se hai galattorrea:
- Non panico. È raro che sia un cancro.
- Non smettere di prendere farmaci senza consultare il medico.
- Fai un esame del sangue per prolattina e TSH.
- Prendi nota di eventuali altri sintomi: mal di testa, cambiamenti visivi, perdita di libido.
- Se sei in cerca di gravidanza, parla subito di fertilità con il tuo medico.
La buona notizia? Il 90% dei microprolattinomi si riduce entro 6 mesi con la cabergolina. E l’infertilità associata è quasi sempre reversibile. Non è una battaglia perduta. È un problema gestibile, con soluzioni chiare e efficaci.
La galattorrea può essere un segno di cancro al seno?
No, la galattorrea tipica - un liquido latteoso, bilaterale, senza dolore - non è un segno di cancro. Ma se il liquido è rosso, marrone, sangue o solo da un seno, devi fare subito un’ecografia o una mammografia. Questo tipo di secrezione è raro nella galattorrea (solo il 5% dei casi) ma comune nei tumori (60% dei casi di cancro al seno presentano questo sintomo).
Posso rimanere incinta se ho la prolattina alta?
Sì, ma solo dopo aver trattato l’iperprolattinemia. Livelli elevati di prolattina bloccano l’ovulazione, rendendo difficile o impossibile rimanere incinta. Con farmaci come la cabergolina, l’80-90% delle donne riprende a ovulare entro 3-6 mesi. Molte concepiscono naturalmente senza bisogno di fecondazione in vitro.
La cabergolina è più sicura della bromocriptina?
Sì, per la maggior parte delle pazienti. La cabergolina ha meno effetti collaterali (nausea, capogiri) e si prende solo due volte a settimana. Il rischio di problemi cardiaci esiste solo con dosi molto alte (oltre 2 mg al giorno per più di un anno), ma queste non sono usate per la galattorrea. La bromocriptina è più economica, ma più scomoda da assumere.
La galattorrea scompare da sola?
Sì, nel 30% dei casi idiopatici (senza causa chiara), il liquido scompare spontaneamente entro 12 mesi. Ma non aspettare: se hai altri sintomi come assenza di mestruazioni, mal di testa o infertilità, è meglio fare gli esami subito. Non tutti i casi si risolvono da soli.
Quali farmaci possono causare galattorrea?
Molti farmaci possono aumentare la prolattina: antidepressivi come la sertralina, antipsicotici, farmaci per l’ulcera come la ranitidina, estrogeni, e alcuni antipertensivi. Se hai iniziato un nuovo farmaco poco prima della galattorrea, parla con il tuo medico. A volte basta cambiarlo - come nel caso di chi ha sostituito la sertralina con il bupropione e ha visto scomparire il liquido in due settimane.