Consapevolezza dei costi da parte dei medici: i clinici conoscono i prezzi dei farmaci?

Consapevolezza dei costi da parte dei medici: i clinici conoscono i prezzi dei farmaci?

Quante volte hai sentito un medico prescrivere un farmaco e poi vedere il paziente che si lamenta perché non può permetterselo? Non è un caso isolato. La realtà è che molti medici non sanno quanto costano realmente i farmaci che prescrivono. E questo non è un problema di pochi: è un gap sistematico che influisce su milioni di pazienti ogni anno.

La verità sconvolgente sui prezzi dei farmaci

Nel 2007, una revisione sistematica che ha analizzato 29 studi su oltre 1.600 medici ha rivelato qualcosa di allarmante: i clinici sbagliavano sistematicamente il costo dei farmaci. Per i farmaci economici, li stimavano in media del 31% in più del reale. Per quelli costosi, li stimavano fino al 74% in meno. Immagina di prescrivere un farmaco che costa 5 euro e pensare che ne costi 6,50. Oppure di prescrivere un farmaco da 300 euro e pensare che ne costi 75. Questo non è un errore occasionale. È la norma.

Un altro studio del 2016, che ha coinvolto 254 medici e studenti di medicina, ha mostrato che solo il 5,4% dei farmaci generici e il 13,7% di quelli di marca sono stati stimati con precisione (entro il 25% del costo reale). Eppure, il 84% dei medici sapeva dove cercare informazioni sui prezzi. Il problema non è la mancanza di accesso: è la mancanza di conoscenza concreta.

Perché i medici non sanno quanto costano i farmaci?

La risposta è semplice: non gli viene insegnato. Solo il 44% degli studenti di medicina sa che il prezzo di un farmaco non ha nulla a che fare con i costi di ricerca e sviluppo. La maggior parte pensa che sia così, perché è quello che sente dire. Ma la realtà è diversa: il prezzo è determinato da contratti con assicurazioni, accordi di monopolio, e strategie di mercato, non da costi di produzione.

Inoltre, i medici non hanno strumenti semplici e affidabili per controllare i prezzi al momento della prescrizione. I farmaci possono costare 15 dollari in una farmacia e 320 nell’altra, a seconda dell’assicurazione del paziente. Un medico non può sapere, senza un sistema che glielo dica, quale sia il costo effettivo per quel paziente specifico.

Un’indagine del 2007 ha rilevato che il 92% dei medici voleva avere accesso ai prezzi al momento della prescrizione, ma non li trovava. Oggi, molti sistemi EHR (cartelle cliniche elettroniche) hanno integrato strumenti di costo in tempo reale, ma solo il 37% degli ospedali statunitensi li usa. E anche quando sono presenti, spesso sono imprecisi: segnalano il prezzo per l’assicurazione, ma non il copagamento reale del paziente. Un residente di medicina interna su Reddit ha scritto: "Le notifiche di costo nel nostro sistema mostrano i prezzi dell’assicurazione, ma non tengono conto del mio copagamento. Sono spesso sbagliate."

Come cambia la prescrizione quando si conosce il costo

Quando i medici hanno accesso a informazioni precise sui costi, le cose cambiano. Uno studio pubblicato su JAMA Internal Medicine ha mostrato che un medico su otto modifica la prescrizione quando riceve un avviso di costo. Se il risparmio stimato supera i 20 dollari, la percentuale sale a uno su sei. Non sono cambiamenti marginali: sono decisioni che possono evitare che un paziente smetta di prendere il farmaco.

UCHealth, un sistema sanitario del Colorado, ha implementato un sistema che mostra il costo reale del farmaco al paziente al momento della prescrizione. Risultato? Il 12,5% delle prescrizioni è stato modificato. E non si tratta solo di passare a un generico: spesso i medici scelgono farmaci diversi, con lo stesso effetto, ma molto più economici.

Questo non è un fenomeno raro. Studi simili in sistemi sanitari che hanno integrato questi strumenti mostrano una riduzione media di 187 dollari all’anno per paziente nei costi out-of-pocket. Per una famiglia con più farmaci, questo significa centinaia di dollari risparmiati. Per qualcuno che vive al limite, può significare la differenza tra prendere il farmaco o no.

Confronto tra un medico ignaro dei costi e uno che usa un dispositivo con prezzi reali.

Chi sa di più? I giovani medici e i sistemi tecnologici

Non tutti i medici sono uguali. Gli studi mostrano che i medici sotto i 40 anni sono molto più propensi ad adottare strumenti di consapevolezza dei costi: il 78% li usa, contro il 52% di quelli sopra i 55. Perché? Perché sono cresciuti con la tecnologia. Per loro, controllare un prezzo in tempo reale è come controllare un messaggio su WhatsApp: naturale, veloce, integrato.

Inoltre, gli studenti di medicina migliorano con l’esperienza. Uno studio ha dimostrato che con l’avanzare degli anni di corso, la loro capacità di stimare i prezzi migliora. Ma non abbastanza. Alla fine del corso, la media di risposte corrette su 10 domande era solo 6. Il sistema non sta formando medici consapevoli dei costi. E questo è un problema di formazione, non di volontà.

Il gap educativo e il silenzio delle scuole di medicina

Ci sono 150 scuole di medicina negli Stati Uniti. Di queste, il 56% non ha alcun corso obbligatorio su come i farmaci vengono prezziati. Nessun modulo. Nessuna lezione. Nessun esercizio pratico. Eppure, i medici prescrivono farmaci ogni giorno. Non si insegna loro che il prezzo non è legato alla qualità, che i generici sono spesso uguali, che le aziende farmaceutiche aumentano i prezzi senza giustificazione clinica. Nel 2023, cinque farmaci principali, tra cui Humira, sono aumentati di prezzo del 4,7% senza nuove indicazioni. E i medici non lo sapevano.

La American Medical Association e l’American College of Physicians hanno pubblicato linee guida dal 2012 per prescrivere in modo consapevole. Ma senza formazione, queste linee guida restano carta. È come chiedere a un meccanico di riparare un’auto senza mai insegnargli come funziona il motore.

Un libro medico che si trasforma in grafici di prezzo, con farmaci sostituiti da generici.

La tecnologia può aiutare - ma non basta

Il futuro sta nei sistemi EHR integrati con dati di costo in tempo reale. UCHealth ha speso 2,3 milioni di dollari e 18 mesi per costruire il suo sistema. Ma il risultato è chiaro: più informazioni, meno errori, più aderenza da parte dei pazienti.

Ma la tecnologia da sola non risolve il problema. Serve un cambio culturale. Serve che le scuole di medicina insegnino il costo dei farmaci come parte fondamentale della farmacoterapia. Serve che i sistemi sanitari rendano i prezzi trasparenti, non solo per il medico, ma per il paziente. Serve che i farmacisti siano parte attiva del processo, non solo distributori.

Un medico non deve diventare un esperto di assicurazioni. Ma deve sapere che un farmaco da 200 euro può essere sostituito da uno da 15, con lo stesso effetto. E che il paziente non ha bisogno di un’altra spiegazione: ha bisogno di una prescrizione che possa permettersi.

Il contesto più ampio: i farmaci e la crisi dei costi

Nel 2022, gli Stati Uniti hanno speso 621 miliardi di dollari per i farmaci da prescrizione. Il 28% degli adulti ha rinunciato a prendere un farmaco perché troppo costoso. Eppure, il 82% degli americani ritiene che i prezzi siano irragionevoli. Questo non è un problema di pochi. È un problema di sistema.

La legge sulla riduzione dell’inflazione del 2022 ha permesso a Medicare di negoziare i prezzi di alcuni farmaci. L’80% degli americani, indipendentemente dal partito, lo appoggia. È un segnale chiaro: la gente vuole cambiamento. I medici che prescrivono senza conoscere il costo sono parte del problema. Ma possono anche essere parte della soluzione.

Il futuro è nella consapevolezza

Non si tratta di far diventare i medici contabili. Si tratta di farli diventare professionisti più completi. Un medico che sa quanto costa un farmaco non solo prescrive meglio: prescrive con più empatia. Sa che un paziente non rifiuta un farmaco perché è pigro. Lo rifiuta perché non può permetterselo.

Il futuro della medicina non è solo nella tecnologia o nei nuovi farmaci. È nella capacità di prescrivere con consapevolezza. Con dati. Con trasparenza. Con umanità.

Perché i medici non sanno quanto costano i farmaci?

Molti medici non ricevono formazione sui costi dei farmaci durante il corso di studi. Inoltre, i sistemi sanitari spesso non forniscono informazioni accurate e accessibili al momento della prescrizione. Il prezzo varia a seconda dell’assicurazione, della farmacia e della regione, rendendo difficile una stima precisa senza strumenti digitali integrati.

Cosa succede quando un medico scopre il costo reale di un farmaco?

Quando i medici hanno accesso a dati di costo reali, modificano la prescrizione in circa il 12-15% dei casi. Spesso passano a farmaci generici o alternativi più economici, con lo stesso effetto terapeutico. Questo aumenta l’aderenza dei pazienti e riduce i costi out-of-pocket fino a 187 dollari all’anno per paziente.

I farmaci generici sono sempre più economici?

In generale, sì. Ma non sempre. A volte, a causa di accordi tra assicurazioni e farmacie, un farmaco di marca può costare meno di un generico nello stesso luogo. Tuttavia, in oltre il 90% dei casi, i generici sono più economici e hanno la stessa efficacia. Il problema è che i medici non lo sanno, perché non hanno accesso a dati aggiornati.

Perché i prezzi dei farmaci aumentano senza ragioni cliniche?

I prezzi dei farmaci sono spesso determinati da fattori commerciali, non medici. Le aziende farmaceutiche possono aumentare i prezzi per massimizzare i profitti, specialmente su farmaci senza concorrenza. Nel 2023, farmaci come Humira sono aumentati del 4,7% senza nuove indicazioni. Questo è un problema di mercato, non di efficacia.

Cosa possono fare i pazienti per aiutare i medici?

I pazienti possono chiedere: "C’è un’alternativa più economica?" o "Questo farmaco è coperto dalla mia assicurazione?". Queste domande incoraggiano i medici a considerare il costo. Inoltre, condividere informazioni sulle proprie difficoltà economiche aiuta il medico a scegliere soluzioni più adatte.