Se prendi olio di enotera per i sintomi della sindrome premestruale, l’eczema o l’artrite, potresti non pensare che possa influenzare il tuo cervello. Ma se sei su farmaci antipsicotici o hai una storia di crisi epilettiche, questa integrazione potrebbe nascondere un rischio che pochi discutono apertamente. E il problema non è semplice: da una parte ci sono studi che dicono che l’olio di enotera potrebbe proteggere dalle crisi; dall’altra, ospedali e farmacie avvertono che potrebbe aumentare il rischio di convulsioni. Chi ha ragione?
Cosa contiene davvero l’olio di enotera?
L’olio di enotera viene estratto dai semi della pianta Oenothera biennis, spesso chiamata “erba della febbre” o “cura dei re”. Non è un prodotto moderno: lo usano da secoli per infiammazioni e dolori mestruali. La sua efficacia si basa su due acidi grassi: l’acido linoleico (74%) e l’acido gamma-linolenico (GLA, 9%). Il GLA è quello che fa la differenza. Una volta assorbito, il corpo lo trasforma in prostaglandina E1, una sostanza con effetti antinfiammatori documentati. Questo è il motivo per cui molte persone lo prendono: per ridurre il dolore al seno, migliorare la pelle o calmare le articolazioni.
Ma c’è un altro lato. L’acido linoleico e il GLA agiscono anche sul sistema nervoso. Studi su ratti hanno mostrato che queste sostanze possono inibire i canali del sodio nelle cellule nervose, riducendo l’eccessiva attivazione che porta alle crisi. Alcuni ricercatori sostengono che questo meccanismo potrebbe addirittura avere un effetto anticonvulsivante. Allora perché tanti medici dicono il contrario?
Il dibattito: protegge o fa male?
La controversia è nata negli anni ’80, con due casi isolati di crisi in persone che assumevano olio di enotera. Da allora, le istituzioni si sono divise. La Mayo Clinic, Walgreens e Familiprix avvertono chiaramente: non prenderlo se hai epilessia o schizofrenia. Dicono che l’olio abbassa la soglia convulsiva, rendendo più facile che si verifichino crisi, specialmente se combinato con antipsicotici come il flupentixolo (Fluanxol) o la clorpromazina (Largactil).
Dall’altra parte, il professor BK Puri dell’Imperial College London, nel 2007, ha rivisto tutti i dati disponibili e ha concluso che l’associazione tra olio di enotera e crisi è spuria. Ha trovato prove che l’olio potrebbe proteggere dalle convulsioni, non causarle. Il suo studio è stato citato 36 volte, e molti ricercatori lo considerano solido. Ma le linee guida cliniche non lo hanno seguito.
La verità è che non ci sono studi su larga scala su esseri umani. L’American Academy of Neurology classifica le prove come “classe IV” - il livello più basso possibile - ma consiglia ancora prudenza. Perché? Perché il meccanismo d’azione è plausibile, anche se non dimostrato. E quando si parla di cervello, meglio essere cauti.
Interazioni con gli antipsicotici: un rischio reale?
Se stai prendendo un antipsicotico - come la quetiapina, l’olanzapina, o il risperidone - l’olio di enotera potrebbe non essere solo inutile, ma pericoloso. Non perché l’olio in sé sia tossico, ma perché potrebbe interferire con il modo in cui il tuo cervello gestisce l’eccitabilità neuronale.
Familiprix, una fonte farmaceutica europea, specifica che l’olio aumenta il rischio di crisi quando assunto con Fluanxol o Largactil. DrugBank, aggiornato ad aprile 2025, ha aggiunto tre nuovi antipsicotici alla lista: brexpiprazolo, lumateperone e pimavanserina. Questi farmaci agiscono sui recettori della dopamina e della serotonina, e possono già ridurre la soglia convulsiva. Aggiungere un composto che modula i canali ionici potrebbe essere l’ultimo tassello che fa scattare la crisi.
Ci sono casi documentati. Una paziente con schizofrenia ha avuto una crisi dopo aver iniziato l’olio di enotera insieme alla quetiapina. Un altro paziente ha avuto convulsioni durante un intervento chirurgico, dopo aver assunto l’olio per mesi. Ma attenzione: in entrambi i casi, c’erano altri farmaci in gioco. Non è mai chiaro se l’olio sia stato il colpevole, o solo un fattore che ha peggiorato una situazione già fragile.
Cosa dicono i pazienti?
I dati dei pazienti sono confusi, ma illuminanti. Su Drugs.com, Sarah K., che ha l’epilessia da 12 anni, dice: “Ho preso l’olio di enotera per due anni per il PMS. Nessuna crisi in più.” Ma Mark T., con schizofrenia, scrive: “Il mio neurologo mi ha vietato l’olio. Mi ha detto che potrebbe scatenare crisi.”
Su Reddit, in una community di 142 persone con epilessia, il 57% ha detto di non aver avuto problemi. Il 32% ha segnalato un aumento delle crisi - soprattutto quando combinava l’olio con antipsicotici. Il 11% non sapeva cosa fare. Su HealthUnlocked, su 43 post in un anno, 15 persone hanno detto che l’olio ha peggiorato le crisi, 19 hanno detto che no, e 9 non sono riuscite a stabilire una correlazione.
Questo non è un segnale di sicurezza. Ma non è nemmeno una prova di pericolo. È un segnale di incertezza. E l’incertezza, in neurologia, è un rischio.
Le linee guida non sono uguali
La Epilepsy Foundation parla di “preoccupazioni teoriche” ma ammette che le prove cliniche sono scarse. Il loro consiglio? “Parlane con il tuo medico.” L’American Epilepsy Society, nel febbraio 2024, ha detto esattamente la stessa cosa: “Ci sono prove contrastanti. Fino a quando non avremo dati migliori, usate prudenza.”
Ma le farmacie? Walgreens ha visto un aumento del 27% delle domande sugli effetti collaterali dell’olio di enotera nel 2023 rispetto al 2022. Nature Made e NOW Foods - due marchi leader - mettono l’avvertenza sull’etichetta del 68% dei loro prodotti. Ma l’avvertenza è vaga: “Non usare se hai epilessia.” Non spiegano perché, né a che dosaggio diventa rischioso.
Il problema è che l’olio di enotera non è un farmaco. È un integratore. Non deve passare test clinici rigorosi. Non ha una dose standardizzata. Una capsula può contenere 500 mg, un’altra 1300 mg. La concentrazione di GLA varia. E se non sai cosa stai prendendo, non puoi valutare il rischio.
Cosa fare, allora?
Se non hai mai avuto crisi e non prendi antipsicotici, l’olio di enotera è probabilmente sicuro. Molti lo prendono da anni senza problemi.
Ma se hai epilessia, schizofrenia, o prendi un antipsicotico - non iniziare l’olio di enotera senza parlare con il tuo neurologo o psichiatra. Non fidarti di un articolo su Internet. Non fidarti di un consiglio da un forum. Chiedi al tuo medico di controllare la tua lista di farmaci e di valutare se l’olio potrebbe interferire con la tua terapia.
Se già lo prendi e non hai avuto crisi, non smettere di colpo. Ma parlane. Potrebbe essere un fattore che ti ha tenuto lontano da una crisi, o potrebbe essere un rischio latente. Solo un controllo medico può dirlo.
Un nuovo studio internazionale, lanciato nel gennaio 2024 dall’Imperial College e da Johns Hopkins, sta seguendo 300 pazienti con epilessia per 18 mesi per capire finalmente se l’olio di enotera aumenta o riduce il rischio di crisi. I risultati arriveranno nel 2026. Fino ad allora, la prudenza è l’unica regola sicura.
Le alternative
Se vuoi trattare l’eczema, il dolore mestruale o l’infiammazione senza rischiare convulsioni, ci sono opzioni più sicure. L’olio di pesce (ricco di omega-3) ha effetti antinfiammatori simili, senza le stesse preoccupazioni neurologiche. Il magnesio, la vitamina B6, e il CBD (con prescrizione) sono stati studiati per il PMS e l’epilessia con risultati più chiari e meno rischi.
Non c’è bisogno di rischiare l’olio di enotera quando esistono alternative con dati più solidi. E se sei incerto, chiedi al tuo farmacista di controllare le interazioni con i tuoi farmaci. È un servizio gratuito, e potrebbe salvarti da un’emergenza.