Se hai mai guardato l’etichetta di una tua prescrizione e ti sei chiesto cosa significassero quelle lettere strane - BID, TID, PRN - non sei solo. Milioni di persone in tutto il mondo si trovano nella stessa situazione ogni giorno. Queste abbreviazioni non sono un codice segreto, ma un linguaggio vecchio di oltre un secolo, nato quando i medici scrivevano a mano le ricette su piccoli moduli. Oggi, anche se i farmaci vengono prescritti digitalmente, queste abbreviazioni continuano a comparire. E se le capisci male, puoi prendere il farmaco nel modo sbagliato, riducendone l’efficacia o rischiando effetti collaterali.
cosa significano BID, TID e PRN?
BID sta per bis in die, che in latino significa "due volte al giorno". Non significa "a colazione e a cena". Significa che devi prendere il farmaco due volte, con circa 12 ore di distanza l’una dall’altra. Per esempio: alle 8 del mattino e alle 8 di sera. Se prendi un antibiotico BID e lo fai solo la mattina e la sera, ma con 10 ore di distanza, potresti non raggiungere la concentrazione necessaria nel sangue per uccidere i batteri. Uno studio della Johns Hopkins del 2021 ha dimostrato che un intervallo errato riduce l’efficacia del trattamento del 27%.
TID significa ter in die, o "tre volte al giorno". Qui l’orario è ancora più critico. Non basta prenderlo a colazione, pranzo e cena. Per funzionare bene, i farmaci TID devono essere distribuiti a intervalli di circa 8 ore. Quindi: alle 6 del mattino, alle 2 del pomeriggio e alle 10 di sera. Se salti il turno del pomeriggio e lo prendi solo la mattina e la sera, la concentrazione del farmaco nel sangue scende troppo, e il trattamento fallisce. Uno studio del Mayo Clinic del 2020 ha mostrato che quando gli intervalli variano di più di due ore, l’efficacia cala del 38%.
PRN viene da pro re nata, che significa "come necessario". Questo non significa "prendilo ogni volta che ti senti male". Significa "prendilo solo se hai un sintomo specifico e solo entro un limite". Per esempio: "Ibuprofene 400 mg PRN per il dolore, massimo 3 dosi al giorno". Se non leggi le regole scritte accanto, potresti prenderne 6 o 8 in un giorno, rischiando danni al fegato o allo stomaco. L’FDA ha rilevato che il 31% di tutti gli errori di dosaggio riguardano farmaci PRN, perché i pazienti non capiscono i limiti.
le altre abbreviazioni che devi conoscere
Oltre a BID, TID e PRN, troverai altre abbreviazioni comuni sulle etichette. Ecco quelle più frequenti, tradotte in italiano chiaro:
- q.d. = una volta al giorno (meglio sempre alla stessa ora, tipo alle 8 del mattino)
- q.i.d. = quattro volte al giorno (ogni 6 ore: 6 AM, 12 PM, 6 PM, 12 AM)
- q.h. = ogni ora (es. q4h = ogni 4 ore)
- ac = prima dei pasti (30-60 minuti prima di mangiare)
- pc = dopo i pasti (entro 30 minuti dopo aver mangiato)
- hs = alla sera, prima di andare a letto
- po = per via orale (cioè da mangiare o da bere, non iniettato)
Secondo l’US Pharmacopeia del 2023, ci sono 47 abbreviazioni standardizzate. Ma molti medici le scrivono senza punti - "BID" invece di "b.i.d." - e questo crea confusione. Alcuni le usano ancora per abitudine, anche se le linee guida nazionali raccomandano di usare solo l’inglese semplice: "twice daily", "three times daily", "as needed".
perché continuano a usarle?
Non è per tradizione. È per pigrizia. Molti medici sono stati addestrati con queste abbreviazioni da decenni. Anche se i sistemi elettronici oggi suggeriscono automaticamente "twice daily", molti le lasciano com’erano. E le farmacie, per rispetto della prescrizione originale, le stampano così. Ma il problema è reale: nel 2022, il 68% delle prescrizioni negli Stati Uniti conteneva ancora almeno un’abbreviazione latina. E un rapporto dell’Institute for Safe Medication Practices ha documentato oltre 1.200 errori di dosaggio tra il 2015 e il 2019 causati proprio da abbreviazioni mal lette.
Un caso emblematico? Un paziente ha preso un antibiotico TID solo due volte al giorno, pensando che "TID" volesse dire "tre giorni". Ha finito la confezione in tre giorni, ma il trattamento non ha funzionato. Un altro ha preso un farmaco "PRN" ogni ora, pensando che "come necessario" volesse dire "ogni volta che ho un po’ di dolore". Ha finito 12 compresse in un giorno. Risultato: ricovero per emorragia gastrica.
come evitare gli errori?
La soluzione non è imparare il latino. La soluzione è chiedere.
Quando ritiri la tua prescrizione, non avere paura di dire: "Non capisco queste lettere. Può scrivermelo in italiano?". I farmacisti sono addestrati proprio per questo. Uno studio del 2022 ha mostrato che l’89% dei pazienti si sente molto più sicuro dopo una spiegazione chiara dal farmacista.
Usa anche questi strumenti pratici:
- Pill organizer con orari: compra un astuccio con scomparti per mattina, pomeriggio, sera e notte. Lo trovi in farmacia per meno di 10 euro. Uno studio dell’Annals of Internal Medicine del 2021 ha dimostrato che aumenta l’aderenza del 52%.
- App per i farmaci: Medisafe, MyTherapy, o Pill Reminder convertono automaticamente BID in "alle 8 e alle 20" e ti mandano una notifica. Hanno oltre 18 milioni di utenti attivi.
- Metodo "teach-back": quando il farmacista ti spiega, ripeti le istruzioni con le tue parole. Se le dici bene, vuol dire che hai capito. Se le dici male, lui te le ripete. Questo metodo riduce gli errori dal 38% al 9%.
- "Brown bag review": una volta ogni 6 mesi, porta tutte le tue medicine - comprese quelle da banco e gli integratori - al tuo medico o farmacista. Spesso scopri che ne prendi due che si annullano a vicenda, o che hai dimenticato di prenderne una.
cosa sta cambiando?
La buona notizia è che il cambiamento è in corso. Dal 2023, l’US Pharmacopeia ha stabilito una nuova norma: entro il 31 dicembre 2025, tutte le prescrizioni negli Stati Uniti dovranno usare solo linguaggio chiaro, senza abbreviazioni latine. Già nel 2022, Kaiser Permanente ha sostituito tutte le abbreviazioni con "twice daily" e ha visto una riduzione del 29% delle chiamate dei pazienti che chiedevano chiarimenti.
Le grandi catene - CVS, Walmart, Walgreens - hanno già adottato l’inglese semplice nel 74-78% dei casi. Ma le farmacie indipendenti, spesso più piccole, sono indietro: solo il 41% fornisce istruzioni chiare. E in Europa, la situazione è diversa. Nel Regno Unito, dal 2015, le abbreviazioni latine sono state vietate del tutto. Se viaggi, attento: "BD" in Inghilterra significa "due volte al giorno", ma in Italia qualcuno potrebbe pensare sia "prima di dormire".
cosa puoi fare oggi?
Non aspettare che il sistema cambi. Tu puoi agire subito.
- Leggi sempre l’etichetta con calma. Non ti accontentare di "BID". Chiedi: "Quante volte? A che ora?"
- Chiedi al farmacista di scriverti le istruzioni in italiano, a mano, sul foglietto che ti dà.
- Usa un’app o un astuccio per le pillole. Non fidarti della memoria.
- Se non capisci, non fingere di capire. Ripeti le istruzioni a un familiare. Se anche lui non capisce, chiama il farmacista di nuovo.
- Se il farmaco è PRN, annota su un foglio: "Quando lo prendo? Per cosa? Quante volte al massimo?"
La salute non si basa sulla fortuna. Si basa sulla chiarezza. E la chiarezza non viene da un’abbreviazione latina. Viene da una domanda semplice: "Può spiegarmelo ancora una volta?"
le regole d’oro per non sbagliare
- Non assumere mai un farmaco senza sapere esattamente quando e perché.
- Non fidarti delle etichette stampate: controlla sempre con il farmacista.
- Se il farmaco è TID, cerca di mantenere intervalli di 8 ore. Non è un suggerimento, è una necessità medica.
- PRN non significa "se ti va". Significa "se hai il sintomo specifico e non superi il limite".
- Se il farmaco va preso a stomaco vuoto, non mangiare 30 minuti prima e 30 minuti dopo.
Non c’è niente di complicato. Solo un po’ di attenzione. E un po’ di coraggio per chiedere.